Menarini intervista Luca Speciani su Oltre PDF Stampa E-mail
di Daniele Menarini e Luca Speciani   
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Reduci da un'altra estate di diete dello zenzero e del pinguino, del melone e dell'idraulico, nel mese del ritorno alla serietà, dei banchi e dei libri di scuola proviamo a fare quello che di fronte al cibo non si fa mai, o non si fa con le adeguate conoscenze: riflettere. Perché anche a tavola è il cervello che comanda, l'ipotalamo in particolare. E fa sì che lo stesso alimento, mangiato da due persone in identica quantità, produca due effetti nutrizionali differenti. Ecco perché soprattutto chi corre o comunque, più in generale, fa sport non può accontentarsi della contabilità delle calorie, che come ogni matematica è uguale per tutti: tot spese, tot ricavi, dare e avere, entrate e uscite.

Occorre andare oltre e "Oltre - L'alimentazione dello sportivo" è il titolo e al tempo stesso l'obiettivo del testo che Luca Speciani , questa volta in collaborazione con Lyda Bottino , farmacista nutrizionista che si occupa di intolleranze alimentari, ha realizzato per le Edizioni Correre sviluppando l'impostazione delle pagine dedicate alla nutrizione, che cura sulla nostra testata.


"Oltre" perché?

La cosiddetta Dieta Gift (Gradualità, Individualità, Flessibilità, Tono) , di cui sia Lyda Bottino sia io seguiamo le regole, ha completamente rinnovato l'approccio dietologico rivolto al dimagrimento, perché ha spostato l'interesse dalle calorie ai segnali metabolici, con risultati molto interessanti. Le basi della dieta Gift sono rigorosamente scientifiche e nascono dai lavori di ricercatori diversi e indipendenti. che negli ultimi 15 anni hanno documentato il fatto che eventi come il calo o l'aumento di massa grassa, di massa muscolare o di acqua di ritenzione, non siano determinati dalla maggiore o minore assunzione di calorie, proteine o liquidi, ma dalla fine regolazione ipotalamica (ovvero cerebrale) delle risposte organiche agli stimoli interni o esterni che il cervello riceve. La comprensione di questo fatto ha costretto tutti a riconsiderare le basi stesse della scienza della nutrizione, costringendo ogni professionista a rivedere convinzioni talvolta superate, che andavano riviste secondo le nuove logiche. Purtroppo sono ancora in tanti, in troppi, a considerare valida l'obsoleta impostazione "calorica".


La nuova impostazione è utile anche a chi fa sport?

L'alimentazione dello sportivo non poteva non essere toccata da questa rivoluzione, ma affinché questo accadesse occorreva la duplice competenza sia di tipo nutrizionale sia sportivo. Era poi necessario poter testare queste nuove idee e regole su atleti professionisti. Occasione che abbiamo avuto, in aggiunta ai tanti praticanti amatoriali di ogni settore che seguiamo privatamente nei nostri studi, grazie al mio incarico ufficiale di responsabile medico nutrizionale delle squadre nazionali italiane di ultramaratona (a cui ha fatto seguito quello di Lyda Bottino come collaboratrice) assunto più di due anni fa. Ѐ' chiaro ed evidente che una rivoluzione di tale portata non poteva limitarsi al campo dei sedentari che dovevano dimagrire, asciugarsi o muscolare. Era necessario trasportare la novità nella dimensione dinamica, a volte al limite dello stress fisico, dello sportivo d'eccellenza, rivedendo in quella luce molti dei concetti oggi considerati validi. Noi abbiamo provato a farlo: ecco perché "oltre".


L'alimentazione di tutti gli sportivi o solo dei praticanti le discipline di endurance?

Abbiamo voluto dedicare il lavoro a tutti i tipi di sport. Su maratona e ultramaratona avevo già scritto dei volumi, in cui si parlava anche di alimentazione. Ho esperienza diretta di triathlon e di ogni tipo di corsa (pista, trail, strada, su prove di 42,195 km e anche oltre) mentre Lyda Bottino viene dal nuoto agonistico ed è ciclista e maratoneta per diletto. Ma i concetti espressi valgono anche per ogni sport di squadra (calcio, basket) e per quelli individuali senza componente di endurance (scherma, pugilato, canottaggio ecc.), perché l'alimentazione in gara e fuori gara può influenzare anche la capacità di concentrazione e coordinamento, la "cattiveria" durante la prestazione, la possibilità di reggere carichi di allenamento elevati. Ma per lavorare su questi aspetti occorre davvero conoscere bene i nuovi lavori pubblicati sulle interrelazioni tra cibo e ipotalamo. E noi abbiamo cercato di spiegarli.


Con quale linguaggio?

Il destinatario principale, come detto prima, è lo sportivo praticante di ogni livello.

Ci siamo posti il problema di come spiegare in modo semplice concetti spesso nuovi e talvolta ostici senza mai rinunciare al rigore scientifico. La soluzione da noi adottata è stata quella di mantenere un linguaggio accessibile a tutti, utilizzando esempi concreti tratti da storie di nostri pazienti, che potessero favorire una più efficace presa di confidenza con l'argomento offrendo il conforto dell'aspetto pratico.

Per i tecnici e i professionisti abbiamo previsto un'ampia bibliografia commentata, dei veri e propri link di approfondimento.

Lo stesso spirito anima i contributi degli altri autori intervenuti: Attilio Speciani ha curato la parte relativa alle allergie alimentari dello sportivo, Lyda Bottino ha redatto praticamente da sola il capitolo dedicato alle problematiche alimentari nello sport femminile, ma qua e là nel testo abbiamo anche sfruttato idee e contributi di altri collaboratori già noti ai lettori di Correre, come Attilia Giuliani, Gabriele Piuri e Pietro Trabucchi.

Per questo il volume è di grande utilità anche per chi si occupa di nutrizione sportiva sia come medico o nutrizionista, sia come allenatore, perché consente di capire quali siano le reali interazioni tra cibo e sport praticato.


Che si tratti di atleti, allenatori o nutrizionisti, quando si parla di barrette, aminoacidi o gel, le opinioni divergono. C'è chi li sostiene e chi li avversa. La vostra posizione appare nel testo?

L'alimentazione in gara, qualunque gara, richiede un approccio un po' più scientifico e un po' meno approssimativo di quanto visto sul campo in questi anni. Le informazioni per fare le scelte giuste sono disponibili in letteratura, ma devono essere integrate con le nuove conoscenze acquisite. Occorre chiedersi innanzitutto quali siano i carburanti richiesti dall'organismo, quali siano assimilabili dall'organismo stesso sotto sforzo (pochissimi), quali veicoli siano i più idonei a tale scopo. Solo sulla base di queste informazioni possiamo stabilire quantità e modalità di integrazione efficaci.

Sulla base di queste domande e di questi ragionamenti abbiamo elaborato la nostra posizione che non solo appare, ma sta alla base di questo testo.

Ultimo aggiornamento ( Thursday 06 October 2011 )
 

Commenti 

 
+2 #2 gerlando lo cicero 2011-10-12 17:55
Pratico corsa da poco, 3 anni;e corro per il mio benessere psicofisico e perché mi diverte anche; mi alleno con regolarità e seguo tabelle specifiche di allenamento per praparare le gare podistiche cui prendo parte, gare amatoriali; ho 41 anni e i miei personali sono, tanto come esempio, 1h 29' 41" nella mezza e 3h 29' 27" nella maratona; da quando ho iniziato a correre ho iniziato anche a seguire, a tavola, le regole e i principi dell'alimentazione gift e gli effetti positivi sul mio fisico non sono tardati ad arrivare; ho letto alcuni libri di luca speciani (mente e maratona, guida pratica alla dieta gift, lo zen e l'arte della corsa e in questi giorni sto ultimando la lettura di "oltre" ! che dire? son tutti libri utilissimi e dove mi rispecchio pienamente! in particolare il volume "oltre" svela dei dettagli oltremodo interessanti! complimenti agli autori! ciao
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+1 #1 gianco 2011-10-09 13:04
la mia personale esperienza, iniziata da maggio 2011, conferma ampiamente quanto riportato. Come posso trovare il libro?
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